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Sin dai tempi immemorabili questa tecnica pittorica ha affascinato pittori,
ricercatori
e studiosi del calibro di LEONARDO, MANTEGNA ed altri ancora, senza che questi
siano
riusciti a farne rivivere la tecnica o quantomeno a renderla nota.
Spinto da un profondo desiderio di conoscenza per quest'arte, nel 1989 ho
conosciuto
presso il mio studio di Roma, un artigiano decoratore, Michele Paternuosto, il
quale
ha raggiunto secondo la mia opinione un buon livello di tecnica, l'ho quindi
incoraggiato ad attivarsi nuovamente affinché si adoperi per la divulgazione di
questa
raffinata tecnica.
Nell'aprile del 1999 ho avuto modo di vedere all'opera il maestro Michele
Paternuosto
che ha eseguito due lavori, uno su intonaco fresco di calce e sabbia appena
preparato,
e l'altro su un supporto di legno.
In entrambi i casi ho potuto constatare che non soltanto la risultante cromatica
è
identica, ma anche la durezza, tant'è che una normale pressione esercitata con
le
unghie non riesce a scalfire i colori,contrariamente a quanto accade su una
comune
candela di cera.
Mi trovo perciò perfettamente d'accordo con il giudizio espresso dall'illustre
prof.
Claudio Strinati: "..non si è lontani da un ritorno all'antica conoscenza
dell'encausto.". Sarebbe pregiudizievole per l'arte e la cultura in generale, se
le
ricerche condotte da Michele Paternuosto cadessero nell'oblio.
E' pertanto auspicabile, che le autorità competenti appoggino iniziative volte
ad organizzare manifestazioni per la promozione e divulgazione delle conoscenze
acquisite...........-
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