Pittura ad Encausto
Sperimentazione di Michele Paternuosto

La bellezza trionfa con la cera colorata e costringe il pittore ad amare la sua opera dando una voce alla cera e una parola alla pittura (Severo Alessandro, imperatore romano 222 – 225 d.C.)

Parlando dell’Encausto (termine derivante dal latino “encaustica” che significa pittura a fuoco) si può dire che è una tecnica pittorica già diffusa presso la civiltà degli Egizi, Greci e Romani. Essa fa uso di colori miscelati alla cera fissati a fuoco con appositi strumenti metallici detti Cauteri. Molti ritratti risalenti ai primi secoli d.C. provenienti dall’antico Egitto e più precisamente dalla zona del Fayyùm, sono stati dipinti con la tecnica ad Encausto.

Di questa tecnica non si sa molto e poco si ricava dalle fonti classiche, ne parla PLINIO “cera punica fit hoc modo ventilatur sub die saepius cera fulva…” nel libro NATURALIS HISTORIA. Oggi ai più rimane ancora un mistero infatti si sono perse attraverso i secoli le regole e la pratica di procedura, nonostante che dietro questa tecnica fino ai giorni nostri si sono avvicendati molti ricercatori, studiosi e pittori come il sommo LEONARDO, il MANTEGNA, ecc.. senza che questi siano riusciti a farla rivivere o renderla nota.

Dopo alcuni decenni di ricerca. Io sottoscritto Michele Paternuosto posso dimostrare che con questa affascinante  ricerca da me condotta ho raggiunto un elevato grado di tecnica dipingendo sui seguenti supporti di:

                                                                           (clicca sull'immagine per vederla a tutto schermo)

Affresco Pompeiano/Romano (vedi le decorazioni Pompeiane) 

Legno (vedi i ritratti del Fayùm)

Marmo (vedi quadretti su marmo IV a.C. Le giocatrici di astragali, Teseo e il Centauro – Museo Archeologico di Napoli)

Ardesia (vedi Musa Polimnia – Cortona, Museo dell’Accademia Etrusca)

E su intonaco secco, gesso e cotto, ottenendo sui differenti supporti, il medesimo risultato cromatico.

Michele Paternuosto 
  

 

 

 

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