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 Michele Paternuosto 

E' nato nel 1943 a Toro nel Molise.
La sua attività artistica inizia a 15 anni a Campobasso sotto la guida di due maestri pittori molisani Angelo Fratipietro e Nicola Rago, presso i quali è avvenuta la sua prima formazione. Nei primi anni 60 prosegue in Germania, a Roma, in Canada e poi definitivamente a Roma dove lavora nel suo studio a pochi metri dal Colosseo.
Nella sua lunga carriera artistica, il maestro pratica con dimestichezza diverse tecniche pittoriche, tra cui la fascinosa pittura ad Encausto ed altre tecniche antiche oggi poco conosciute, quali la Scagliola, producendo esemplari d'alta qualità artistica e rara bellezza (Scagliola, arte nata nel Rinascimento e oggi poco diffusa), l'Affresco lucido e il restauro d'arte. I lavori del maestro sono presenti all'estero e in Italia, anzitutto a Roma, in musei, chiese, palazzi patrizi ed abitazioni di noti personaggi della vita politica e artistica italiana. Sara poi nei primi anni "70 che la sua ricerca si orienta verso la tecnica pittorica dell'Encausto, legata ad un ricordo di bambino, quando, in occasione di una visita, agli scavi archeologici di Pompei in compagnia del padre, che gli indica alcune immagini parietali come prodotto di un'antica pittura non più praticata, affascinato, promette al genitore che sarà lui da adulto a cercare di riprodurla. Successivamente, negli anni "80 realizza i suoi primi lavori ad Encausto e nel "86 organizza la sua prima mostra
personale a Roma in viale Trastevere.

 
 

                             LA MIA FORTUNA VERSO L'ENCAUSTO
C
on l'inizio della mia attività artistica, sotto la guida dei miei primi maestri molisani ha inizio l'avventura fortunata verso l'encausto.
Con loro inizio la conoscenza diretta delle materie pittoriche e attrezzature. Imparo a comporre le mestiche: tinte magre e grasse, formulare stucchi e vernici con resine, oli e biacca, in particolar modo alla preparazione e l'utilizzo dei leganti.
Attrezzi: sapersi creare dei pennelli specifici con setole di maiale o con penne di beccaccino, prepararsi i frustini (cime di canne di palude) per marezzare pareti, finti legni e finti marmi, creare stampini di carta per decorazioni ripetitive, modificare il colore di un pigmento tramite il fuoco cosi anche per il marmo giallo di Siena che spesso troviamo modificato nei rivestimenti delle chiese, contro soffittare solai in legno di saloni, sale ecc, creando un telaio di legno come supporto, tela patta inchiodata e carta fodera incollata, lavoro adatto per un buon livellamento dei
soffitti, un discreto isolamento e ottimo per la decorazione.
Legante: e quella materia che lega i colori al supporto necessaria per quasi tutte le tecniche pittoriche.
Oggi per dipingere ci rivolgiamo ai negozi specializzati di belle arti e compriamo colori già pronti, ignorando totalmente la composizione dei leganti.
I miei maestri, vuoi per ragioni economiche o per esigenze tecniche, loro acquistavano nei negozi di generi alimentari le materie necessarie a creare un buon legante utile alle loro esigenze Le materie che più o meno compravano, erano: uova, gelatina (colla di pesce) sapone, latte, aglio, farina di grano o riso, amido, aceto, spirito di vino, olio d'oliva e di noce, allume, cera, colofonia (pece greca) talco ecc.. Tutte queste materie apparentemente semplici creano a mio avviso dei leganti eccezionali.
Ora, dopo la prima valida formazione ricevuta dai vecchi maestri sia sul campo tecnico che artistico, grazie anche all'aiuto di mio fratello Luciano (pittore restauratore)e le mie figlie Diana (restauratrice)e Sabina (pittrice) ed alla mia diretta esperienza sulle materie pittoriche, incomincia l'avventura fortunata verso l'encausto.

                                                                                                                                     Roma 2007       

 

 

                                                           Michele Paternuosto

 

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